Storia

UNA BREVE STORIA DEL “MANZATO”…

Nel febbraio del 1859, alla vigilia della seconda guerra d’indipendenza, nella Città di Treviso – allora integrata nel Regno Lombardo-Veneto – nasceva la Civica Scuola di Musica, per volontà di un giovane di umilissime origini, appassionato suonatore di flauto, Giovanni Masutto. La prima sede fu costituita da alcuni locali presi in affitto presso Casa Pola-Albrizzi, vicino alla Porta Santi Quaranta.
Quattro anni più tardi, con l’arrivo a Treviso del grande violinista Francesco Manzato – chiamato da Masutto – l’Istituto acquisirà ancora più prestigio, e la sua nuova sede di Palazzo Rusteghello diventerà vero punto di riferimento della vita artistica trevigiana.
Purtroppo lo scoppio della prima guerra mondiale ne blocca lo sviluppo, ma
appena qualche mese dopo la conclusione del drammatico conflitto, il “Manzato”
riapre i battenti, presso la sede del “Circolo degli Impiegati e Professionisti”, sito in via Cornarotta, e torna ad essere il vero e proprio epicentro della cultura cittadina.
Dai documenti dell’epoca (i primi da cui decorre l’archivio storico dell’Istituto, essendo andati perduti quelli antecedenti al 1919) si può ben desumere come fosse tutto un pullulare di iniziative : cerimonie ufficiali per commemorare gli eroi della Grande Guerra, concerti di rilevanza nazionale (come quello in onore di Mascagni, presente in sala), saggi di studio degli allievi, concerti per le più svariate circostanze…
Purtroppo però, il 1° febbraio del 1935, nonostante rappresentasse una realtà ormai saldamente radicata nel tessuto sociale e culturale trevigiano, la Scuola viene sfrattata di punto in bianco per ordine del Podestà, e ai docenti è comunicato l’immediato licenziamento.
Per non gettare alle ortiche i sacrifici di tanti anni, un gruppo di insegnanti accoglie l’invito giunto dalla G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio), tenendo per qualche anno le lezioni presso la sede dell’Opera Nazionale Balilla.
Venuta meno nel ’38 anche questa opportunità, per volontà di alcuni docenti che affittano in proprio l’antica sede di Palazzo Rusteghello, i corsi possono ripartire. Grazie all’aiuto del rappresentante comunale in seno alla scuola, il prof. Menenio Bortolozzi , la struttura decolla in grande stile, nonostante i venti di guerra ricomincino a spirare sempre più minacciosamente.
Nel ’42 su sprone del prof. Bortolozzi (nel frattempo divenuto presidente del “Manzato”) si procede all’attivazione di nuove cattedre, e si comincia a pensare ad un “suggello” ufficiale da parte del Ministero, stante l’ormai completa ossatura didattica.
Perfino nel corso della seconda guerra mondiale, nonostante i drammatici avvenimenti legati alla politica e alle vicende belliche, si tenta di proseguire l’attività musicale senza interruzione : vengono programmati ben venti concerti da gennaio a dicembre 1944, e si decide di continuare le lezioni, interrotte solo dopo il tragico bombardamento del 7 aprile, che danneggerà anche la sede di Palazzo Rusteghello.
All’indomani della conclusione del conflitto, il presidente Bortolozzi si mette
immediatamente al lavoro per avviare il nuovo anno scolastico 1945-46 , affidando la direzione del “Liceo Musicale Francesco Manzato” (questo il nuovo nome della Scuola) ad un giovane e brillante ex-allievo, il pianista e compositore trevigiano M° Bruno Pasut, che ricopriva il medesimo incarico a Rovigo.
Di comune accordo con il presidente, il neo-direttore dà nuovo impulso all’attività artistico-didattica, e il “Manzato” conosce una nuova fase di rinascita prestigiosa, grazie anche al tangibile sostegno finanziario del Comune e di altri Enti (Provincia, banche, Associazioni di categoria…), oltre che di privati, che Bortolozzi non si stanca mai di sensibilizzare.
Spinto dal suo inestinguibile amore per la musica, il presidente si fa anche carico di supportare e sviluppare incessantemente un’attività concertistica di altissimo profilo, invitando a suonare a Treviso artisti di prim’ordine.
Nel 1948, ritenendo ormai esaurito il proprio compito, il prof. Bortolozzi lascia il timone al cav. Leonida Dal Negro, anch’egli appassionato musicofilo, già allievo di violino della Scuola.
Il nuovo presidente, che resterà alla guida del “Manzato” per oltre un ventennio, nel raccogliere l’eredità del predecessore ne continuerà l’opera con il medesimo entusiasmo e dedizione, non solo incrementando l’attività didattica, ma anche favorendo ogni occasione di apertura e di interazione con il territorio.
Si può affermare che con lui il “Manzato” raggiungerà il punto più alto quale riferimento per la cultura trevigiana, caratterizzandosi come organismo pronto ad assecondare ogni iniziativa cittadina e capace di farsi promotore di stagioni concertistiche di altissimo livello (in cartellone figureranno artisti come Gulda, Benedetti Michelangeli, Segovia, Magaloff, Krebbers.., per citare solo qualche nome).
Quando il 28 novembre 1959 viene celebrato con legittimo orgoglio il suo centesimo compleanno, con un concerto memorabile al Teatro Comunale, il “Liceo Musicale F. Manzato” è un organismo che gode di ottima salute, e per il quale il presidente Dal Negro e il direttore Giuseppe Mariutto auspicano un futuro che dovrebbe essere senza ombre, considerata la sua funzione educativa e le finalità che dimostra di aver ampiamente assolto nel corso della sua secolare esistenza.
Dalla metà degli anni Sessanta, invece, cominciano ad affacciarsi problemi che
diventeranno via via sempre più gravi, legati da un lato alla cronica scarsità delle risorse finanziarie, dall’altro allo spinoso problema di un’adeguata sede definitiva.
Sul piano didattico-musicale , in questi anni, sono state attivate iniziative di ampio respiro (come la realizzazione di concerti, di opere e operine, di appuntamenti dedicati all’ascolto), ma l’Istituto è stato anche coinvolto in frequenti polemiche correlate soprattutto ai problemi gestionali.
Il 13 ottobre 2008, davanti al perdurare di una situazione amministrativa da molti anni deficitaria, i due Soci fondatori – il Comune e la Provincia di Treviso – dopo aver proceduto alla liquidazione del vecchio Liceo, hanno dato vita contestualmente alla nuova “Associazione Musicale Francesco Manzato”.
E’ stato insediato un nuovo Consiglio Direttivo, che dopo un anno di gestione è stato riconfermato per un triennio, esprimendo un Presidente nella figura del dott. Giovanni Carmignola (figlio “d’arte”, chirurgo e violista, già allievo dell’Istituto così come il celebre fratello Giuliano) e facendosi carico di organizzare le celebrazioni per festeggiare il 150° compleanno di una così gloriosa Scuola di Musica, che tanta parte ha avuto nella vita
culturale trevigiana.

(sintesi tratta dal volume “Il Manzato – Centocinquant’anni per la Musica , 1859-2009” di Fiorella Foti)

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